Markus Willeke

Biografia

Nato nel 1971 a Recklinghausen (Germania), vive e lavora a Berlino. Markus Willeke è attratto dalle manifestazioni visive del mondo in cui vive. Affonda spesso il suo sguardo nel repertorio cinematografico quale fonte di ispirazione. Motivi come graffiti metropolitani, recinzioni, segnali di avvertimento, scorci esterni o interni, vengono captati dall'artista per essere interpretati sulla tela. Immagini dallo schermo, o immagini da giornali e altri media, si traducono in scene pittoriche visionarie.

L'artista combina la tecnica della pittura con quella dell'acquarello, la vernice spray con i colori ad olio e gli acrilici. Inonda la tela con una vernice molto diluita utilizzando pennelli di varia grandezza, mischia la pittura ancora fresca e lavora la superficie cromatica come fosse un acquerello, lasciando il colore vivo. Dal momento che questo deve essere fatto velocemente, la composizione dell'immagine viene elaborata in anticipo, così gocce e spruzzi seguono l'idea preliminare dell'artista.

Il riferimento dato da Willeke è alla pittura astratta dell'americano Morris Louis, una pittura acrilica molto diluita, saturata con rade. Nel free style dell'artista berlinese ogni riferimento alla realtà ha assunto una vita propria, ed è subordinato alla pittura. Finestre e porte ostruite da tavole inchiodate, imbrattate con l'avvertenza “Keep Out”, fanali accesi nella pioggia o nella nebbia, segnaletica d'emergenza e insegne commerciali, vengono completamente trasfigurate. Essendo un soggetto scovato nel mondo immateriale delle immagini cinematografiche, non può che ritornare in una forma astratta evanescente, con un senso di trompe l'oeil. Willeke giunge ad interpretare anche le icone suggerite dal territorio californiano, ed in particolare Los Angeles, come luogo che produce immagini e si produce attraverso le immagini, spesso emerse dal suo passato immaginato. Dalle immagini dei mezzi di trasporto, nelle strade desertiche californiane, all'immagine inquietante delle case devastate dagli incendi, quale quella presentata nella grande tela in mostra al Torrione Passari. La visione della casa in legno in preda alle fiamme è una rappresentazione “da incubo” che richiama sottilmente l'ambito dell'inconscio freudiano. L'incendio in Willeke corrisponde ad una grande esplosione di striature, macchie accecanti, impurità cromatiche. In scena v'è il ricordo di immagini viste o visualizzate. Difatti, Willeke “spia” il repertorio iconografico collettivo della società, che, in questo caso, finisce per inglobare tra le fiamme finanche il marchio della multinazionale McDonald's. La sua è una memoria riproduttiva. E non un semplice archivio o magazzino di ricordi. È un “ritorno immaginario” all'immagine e all'impressione, all'emozione del gesto pittorico fugace o incompleto. Un'arte che tradisce la volontà di non giungere ad una nitidezza narrativa del dipinto, in favore di una pittura sempre in bilico tra effimero e permanenza, tra astrazione e figurazione.

Tra le mostre personali: 2011  Crox 357, Croxhapox centro d'arte, Gent. Galerie oqbo - Raum für Bild Wort Ton, mit Michael Bause, Berlin. Let me apologize to begin with, Vergoldung Erlhoff, Berlin. 2010 Whatever you do, don't tell anyone, Städtische Galerie Kirchheim/Teck. How soon is now?, Rasche Ripken, Berlin. 2009 Lovely, dark and deep, Fiebach & Minninger, Köln. Nightrider, The Coop Galerie, Bergen auf Rügen. 2008 One more thing before I go, Marburger Kunstverein. Look, laugh but don't touch, Rasche Ripken Berlin. If you were there, beware!, Kunstverein Rügen. De vloed, Kunstruimte Villa de Bank, Enschede. Sweet hereafter, Kunstverein Wolfenbüttel. 2007 One step further to the edge, Platform China, Bejing. Heaven can't wait, Fiebach & Minninger, Köln. Beach closed, Kunstverein Niebüll. 2006 Aren't you glad you didn't turn on the light, Galleria Frederik Foert, Berlin. Locals only, Galerie Stefan Rasche, Münster. 2005 It ain't what you do, it's the way that you do it, Museum für Gegenwartskunst Siegen. Come back another day, Kunstklub Köln. Crime, Mudimadrie - Galerie Gianluca Ranzi, Antwerpen. Hell is round the Corner, Kunstverein Ahlen.  2004 Death thru Daihatsu, Galerie Garanin, Berlin. Croy, Galerie Borchardt, Hamburg. Hell is round the Corner, Kunstverein Münsterland, Coesfeld/Stiftung Künstlerdorf Schöppingen. Giga, Fiebach & Minninger, Köln. Nuts, Galerie Stefan Rasche, Münster. 2003 Drop, Galerie Garanin, Berlin. No Funny Stuff!, Künstlerhaus Dortmund. Riddlers Revenge, Galerie Di Maggio, Milano. 2002 Nightrider, Felixleiter, Berlin. Outside of Bismarck ND, Kunstmuseum Kloster Unsere Lieben Frauen, Magdeburg. Trip home, Fiebach & Minninger, Köln.  Swaying palm trees line the sandy white beaches as they meet the Atlantic Ocean, con Susanne Kutter, Kunstraum Deltawerk, Solingen.  2001 Returning to flooded home Felixleiter, Berlin.  2000 Lemieux on a breakaway, Galerie Schneiderei, Köln.
 

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Curatore Gianluca Ranzi

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